Marco Teli

Marco Teli

Specialista in Ortopedia e Traumatologia.
Responsabile Patologia Vertebrale
Casa di cura Rizzola

Honorary Consultant
Walton Centre Liverpool

Prof. a contratto
Università Mlano Bicocca

Prof. a contratto
University of Liverpool

News

Rischiava la morte, 33enne salvata dai medici del Civile

Legnano, 30 aprile 2013 – L’ospedale di Legnano le ha salvato la vita. Wei Ruihong, psicologa cinese di 33 anni, fino a sei mesi fa poteva dirsi spacciata, con i giorni contati. Oggi è tornata a sorridere dopo che un delicatissimo intervento chirurgico effettuato da un’équipe multispecialistica del Civile — il primo del genere in Europa — le ha restituito la speranza.

Affetta da una (non così rara) malattia genetica alle ossa, Wei aveva letteralmente la testa, a livello della nuca, che stava a poco a poco infossandosi dentro il collo. Un po’ come una casa che non è più sostenuta dalle sue fondamenta. Una patologia conosciuta dai medici come osteogenesi imperfecta, quella che ha colpito Wei. Detta anche “malattia delle ossa fragili”. Inesorabile al punto da determinare prima la paralisi progressiva e poi la morte. Entrambe determinate dallo schiacciamento della base del cranio sulla colonna cervicale. Con tutte le conseguenze del caso, a cominciare da quelle subite dal midollo.

Insomma, per Wei sembravano non esserci più vie d’uscita. I medici in Cina l’avevano dichiarata inoperabile. Ancora giovane, già affermata sul lavoro, dei genitori e una sorella al suo fianco. Senza però più chance. A determinare il colpo di reni del destino è tuttavia il contatto con la sede cinese dell’associazione “La nostra famiglia” di Bosisio Parini, in provincia di Lecco, che da cinquant’anni si occupa di riabilitazione e sostegno ai disabili, e con la quale collabora un medico dell’Ortopedia legnanese, il dottor Marco Teli.

«Quando siamo venuti a conoscenza del caso e abbiamo visto le immagini della ragazza ci siamo subito resi conto che la situazione era terribile», racconta Teli. Non c’è tempo da perdere. A Legnano è disponibile un team altamente specializzato che è in grado di affrontare un intervento che presenta rischi altissimi di insuccesso: si tratta di decomprimere le strutture neurologiche e ricostruire lo scheletro. Nel contempo, creare un “sostegno” con delle barre di titanio e un innesto osseo. La giovane donna viene presa in carico l’autunno scorso. Le procedure diplomatiche per ottenere il visto per arrivare in Italia rapidissime. Il sette marzo scorso la ragazza entra in sala operatoria: ci resterà otto ore. Attorno a lei ci sono una dozzina di medici, a cominciare dal primario di Neurochirurgia Davide Locatelli. Un giorno che farà la storia della sanità lombarda: c’è infatti un solo precedente di questo genere, ed è in Giappone.

«Perché tutto ciò è avvenuto a Legnano? Perché qui si è creata una struttura multidisciplinare che ha reso possibile un’operazione del genere», spiega Domenico Prestamburgo primario di Ortopedia. Oggi, a due mesi quasi di distanza, Wei ha recuperato l’uso delle braccia. E sorride felice. «Ringrazio i medici di Legnano, a loro devo tutto, sono rinata», dice emozionata.

http://www.ilgiorno.it/legnano/cultura/2013/04/30/881146-rischiava-morte-cinese-salvata-medici-civile-intervento-eccezionale.shtml

Legnano, intervento eccezionale salva la vita a una psicologa cinese

La diagnosi era di quelle che non lasciava scampo: osteogenesi imperfecta, ovvero «sindrome delle ossa fragili». La stessa che, nel 1999, ha ucciso il famoso pianista jazz Michel Petrucciani. Wei Ruihong, 33 anni, psicologa, nata e cresciuta in una lontana provincia cinese, rischiava la vita. Invece, grazie a un insperato aiuto giunto da una città che, per lei, si trova all’altro capo del mondo, potrà continuare a vivere e a lavorare.

PRIMO CASO – Una sfida per neurochirurghi, ortopedici, anestesisti e rianimatori dell’ospedale di Legnano: «Si è trattato del primo intervento del genere, ovvero sulle ossa del cranio e della nuca, in Europa – dicono Marco Teli e Davide Locatelli, i chirurghi dell’équipe -. Un intervento simile è stato compiuto soltanto in Giappone». Di fatto Wei Ruihong stava andando incontro a una paralisi, una sorta di «crollo» del tratto occipito-cervicale, all’ultimo stadio di gravità, tanto che i medici cinesi l’avevano giudicata inoperabile.

LA SEGNALAZIONE – Ma il destino gioca le sue carte: un paziente cinese, operato a Legnano ha raccontato ai medici italiani la situazione in cui versa la psicologa, sua connazionale. Così, grazie anche all’azione dell’associazione «La nostra famiglia», con sedi a Bosisio Parini (Lecco) e in Cina, e alle ambasciate, sono stati presi i contatti per far arrivare Wei a Legnano. Dopo gli esami, il 7 marzo scorso c’è stato l’intervento di 8 ore di decompressione del tronco encefalico e del midollo, seguito dalla ricostruzione occipito-cervicale. Ora la funzione midollare è ripresa, il capo si è allineato e anche le mani di Wei hanno ricominciato a funzionare.

LA COLLETTA – Tra due settimane, Wei Ruihong (che sulla sua malattia ha scritto un libro) tornerà nella sua città e ricomincerà a lavorare. La prima cosa che farà sarà ringraziare i suoi pazienti: perché sono stati loro a permettere alla loro psicoterapeuta, grazie a una colletta, di coprire le spese di viaggio e di intervento, circa 30 mila euro. Quelle di degenza sono state coperte dall’ospedale. Wei ripagherà il contributo con sedute di psicoterapia.

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_aprile_29/ospedale-legnano-intervento-paziente-cinese-sindrome-ossa-fragili-212897851143.shtml